L’ACCADEMIA NAVALE sino al 1976

L’Accademia Navale è un Istituto militare con finalità di ordine morale, culturale e professionale. In essa ci si prepara, giorno per giorno, ad una vita di disciplina, di sobrietà, di subordinazione degli interessi personali a quelli del servizio, di devozione al dovere e di responsabilità. Questa austerità di vita, unitamente agli insegnamenti teorici ed alle istruzioni di carattere militare e marinaresco, che vengono accuratamente impartiti, opera su giovani che, ogni anno, attraverso severe selezioni, affluiscono in Accademia da ogni regione e da ogni ceto sociale del Paese, facendone degli uomini educati al culto della Patria e dell’onore, della rettitudine e della verità, preparati all’azione e provvisti di una fondamentale cultura tecnica e scientifica, tali da divenire, con l’esperienza che gli incarichi e la responsabilità di bordo e di terra affineranno, dei militari, dei marinai e dei gentiluomini, capaci di rappresentare e difendere ovunque con onore il nome d’Italia. Sono principi basilari dell’attività educativa e formativa dell’Accademia Navale. Sanità di corpo e di mente sono indispensabili per il perfetto assolvimento dei propri compiti poiché il miglior rendimento da ogni uomo si ottiene solo attraverso una disciplina ferma e al tempo stesso giusta e umana.

La serietà e l’elevatezza degli studi che si compiono in Accademia hanno altresì un’importanza ed un’efficacia preminenti ai fini che l’Istituto persegue per la formazione mentale e spirituale dei futuri Ufficiali di Marina abituandoli all’applicazione costante e severa ed all’impostazione ponderata dei problemi; indirizzandoli, attraverso l’insegnamento a carattere universitario delle discipline matematiche e scientifiche, alla precisione dei termini ed al rigore logico; orientandoli con l’esame critico degli avvenimenti storici all’apprezzamento delle situazioni e all’esaltazione dei valori umani.

L’opera dell’Accademia Navale si integra con le crociere di istruzione a bordo delle Navi Scuola durante le quali, oltre a perfezionare l’addestramento nel campo marinaresco, nautico e, in genere, professionale, si sviluppa e si consolida l’amore per il mare, che deve diventare in ognuno una necessità di vita, si acuisce l’entusiasmo per la carriera intrapresa, si allargano orizzonti e idee, e, a contatto con altri Paesi e genti straniere, si acquista maggior disinvoltura e sicurezza di sé e si impara a considerare con più matura riflessione i problemi della Nazione e della Marina. A testimonianza dei risultati raggiunti dal sistema educativo dell’Accademia Navale valgono, assai meglio di ogni altro argomento, i oltre 1.400 Ufficiali gloriosamente caduti nell’adempimento del loro dovere consacrando, con il sacrificio della loro vita, gli ideali ai quali erano stati educati. Il ricordo di tanti valorosi è legato, nell’animo dei loro compagni viventi, a quello dell’Accademia, ove, nella comunanza di vita e di ideali, erano stati tutti affratellati. Anche per questo l’Accademia Navale è cara al cuore di tutti gli Ufficiali e rappresenta il sacrario delle tradizioni e delle glorie della Marina.

La storia dell’Accademia Navale inizia a Livorno nel 1881. Essa sorse nella zona dei Lazzaretti di Sant’Jacopo e di San Leopoldo, dalla fusione delle due Scuole di Marina di Genova e di Napoli, ereditate dalla unificazione d’Italia, soprattutto per volontà di Benedetto Brin che, raccogliendo un proposta del Conte di Cavour, propugnò la creazione di un’unica Scuola per « l’educazione e l’istruzione dei giovani destinati a divenire Ufficiali della Marina da guerra ».

L’ordinamento fu inizialmente quello di quattro anni, vigente nelle due scuole predette; nel 1882. Prima ancora del termine del 1° anno accademico, fu variato in cinque anni. Esso subì una sostanziale modifica nel 1894, anno in cui la durata dei corsi fu portata a tre anni e fu stabilito che il titolo di studio per l’ammissione dovesse essere il diploma di licenza liceale o di istituto tecnico. Questo ordinamento ebbe diciassette anni di vita, fino a che cioè nel 1911, la durata del Corso Normale fu di nuovo portata a quattro anni scolastici e fu stabilito che per l’ammissione i giovani avessero conseguito il titolo di studio di licenza tecnica inferiore o ginnasio inferiore. Dal 1913 anche gli Ufficiali Macchinisti furono preparati ed educati nella Accademia Navale. Successivamente, nel 1914, l’ordinamento ebbe un ritocco con il prolungamento della durata del Corso Normale a cinque anni.

Nel 1920 si stabilì che il titolo di studio per l’ammissione fosse la licenza ginnasiale o il passaggio al secondo anno dell’istituto tecnico o nautico, mantenendo la durata del Corso Normale di cinque anni.

Dall’anno accademico 1923-24 all’anno accademico 1925-26, in seguito ad accordi intervenuti fra il Ministero della Marina e il Commissariato dell’Aeronautica, l’Accademia Navale ospitò l’Accademia Aeronautica di nuova creazione, destinata alla formazione dei futuri Ufficiali dello Stato Maggiore Generale dell’Aeronautica, ruolo naviganti. Nel 1926-27 l’Accademia Aeronautica si trasferì a Caserta; ma la prima classe, nei mesi estivi fino all’anno 1928, fu ospitata dall’Accademia Navale, per continuare un corso di istruzioni marinaresche.

Nell’anno 1926, per effetto della legge che riordinava i corpi della Marina, fondendo gli Ufficiali del Genio Navale con quelli per la Direzione delle Macchine nell’unico Corpo del Genio Navale, cessarono le ammissioni degli allievi Ufficiali per la Direzione delle Macchine; dal 1928 sono incominciate le ammissioni di allievi del Genio Navale.

Nello stesso anno 1926 iniziarono altresì le ammissioni per gli allievi del nuovo Corpo delle Armi Navali, che furono sospese nel 1935 per ricominciare nell’anno 1940.

Nel 1929, dopo un periodo di diciotto anni, durante i quali l’ordinamento aveva subito vari ritocchi, ma era rimasto sostanzialmente quello dell’ammissione dalle scuole medie con cinque anni di permanenza in Accademia, fu ripristinato l’ordinamento del 1894; e cioè: Corso Normale della durata di tre anni; titolo di studio necessario per l’ammissione agli esami di concorso, la maturità classica o scientifica, e per i soli allievi Ufficiali di Stato Maggiore la licenza degli Istituti Tecnici. Fu contemporaneamente stabilito che l’ammissione avvenisse attraverso un tirocinio preliminare della durata di circa due mesi, durante il quale i giovani concorrenti, idonei alla visita medica, attraverso esercitazioni militari, marinaresche e sportive e uscite in mare con unità della Marina, prendevano i primi contatti con quella che sarebbe stata la loro futura vita d’Accademia e nello stesso tempo integravano la loro preparazione con lezioni teoriche nelle materie e nei programmi richiesti per il concorso.

Con queste ordinamento, dopo il corso triennale di studi seguito in Accademia, gli Allievi venivano nominati Aspiranti e, dopo un periodo di imbarco a bordo delle navi, erano successivamente promossi Guardiamarina o Sottotenenti del Genio Navale o delle Armi Navali.

Con la prima classe dell’anno accademico 1947-48 è andato in vigore un nuovo ordinamento che, pur rimanendo nelle sue linee fondamentali simile al precedente, ha portato la durata del Corso Normale a quattro anni di cui gli ultimi due con il grado di Aspirante.

Dall’anno accademico 1963-64, in esito alle modifiche apportate allo Statuto dell’Istituto, l’ultimo anno del Corso Normale viene effettuato con il grado Guardiamarina o Guardiamarina (GN) o Guardiamarina (AN).

Il nuovo ordinamento rende possibile una migliore dosatura degli studi, specialmente professionali, ed una più armonica distribuzione nel tempo. E’ inoltre possibile dare un maggiore sviluppo alle esercitazioni didattiche e di laboratorio ed a quelle militari, professionali, marinaresche e sportive.

I primi tre anni accademici sono equiparati, per gli Allievi di tutti i Corpi, al biennio propedeutico e al primo anno di applicazione (terzo anno) dell’Università, facoltà di Ingegneria.

Dopo l’uscita dall’Accademia, i giovani seguono un secondo periodo di studi che, per gli Ufficiali del Genio Navale e delle Armi Navali, consiste negli ultimi due anni di applicazione presso una Università, ove conseguono rispettivamente la laurea in ingegneria navale e meccanica ed in ingegneria elettronica, elettrotecnica, meccanica, aeronautica e chimica, mentre per gli Ufficiali di Stato Maggiore, è costituito dal Corso Superiore e dal Corso di Specializzazione.

Quanto detto in merito alla equiparazione universitaria degli studi seguiti in Accademia e quanto si riferisce agli studi successivamente svolti sia presso le Università che in Accademia, era già in vigore con il precedente ordinamento (1929).

Le successive evoluzioni dell’ordinamento dell’Accademia sono riassunte nel seguente prospetto:

Anno di istituzione dell’ordinamento

Titolo di studio

Durata in anni del Corso Normale

Anni di vita dell’ordinamento

Ufficiali educati con quell’ordinamento

1882

Licenza Ginnasio Inferiore

5

12

695

1894

Licenza liceale o dell’Istituto Tecnico

3

17

535

1911

Licenza tecnica o Ginnasio Inferiore

4

3

18

217

1914

Licenza tecnica o Ginnasio Inferiore

5

6

378

1920

Licenza Ginnasiale (4)

5

9

436

1929

Maturità classica o scientifica 121)

3

18

2028

1947

Maturità classica o scientifica (2)

Dal 1970 – 71 : Tutti i titoli di studio che consentano l’iscrizione alla Fa-coltà di Ingegneri

4

27

1618

(1)     o passaggio al 2° anno dell’Istituto Nautico o Tecnico.

(2)     O per lo S.M., abilitazione tecnica fino al 1945 e dal 1961 al 1969; dal 1946 al 1960 solo abilitazione nautica sezione Capitani.

Nel luglio 1943 l’Accademia dovette abbandonare, a causa dei bombardamenti, la sede di Livorno e come località di decentramento fu prescelta Venezia, che offriva buone sistemazioni nei locali e alberghi del Lido. Ma la permanenza non fu lunga in quel luogo. In seguito agli avvenimenti conseguenti l’armistizio il mattino del 9 settembre gli allievi e tutto il personale dell’Accademia venivano imbarcati sulla M/n. « Saturnia » ed il 12 mattina giungevano a Brindisi, ove si installavano nell’edificio del Collegio Navale.

L’Accademia Navale restò a Brindisi negli anni dal 1943 al 1946, ospitando, ancora una volta, negli anni accademici 1943-44 e 1944-45 l’Accademia Aeronautica.

Il 5 luglio del 1946, esattamente dopo tre anni di assenza, ritornava nella sua sede di Livorno, cara a tante generazioni di Ufficiali.

Tutti questi gravi avvenimenti, se pur non avevano intaccato quell’insieme di forze morali che sono l’essenza stessa dell’Accademia, avevano lasciato le loro dolorose tracce negli impianti dell’Istituto.

Molti edifici furono ritrovati distrutti o parzialmente danneggiati ed anche quelli che erano sfuggiti a questa sorte erano privi di qualsiasi arredo. Particolarmente grave era stata la perdita completa dell’attrezzatura didattica, specialmente quella dei gabinetti e laboratori scientifici.

La ricostruzione dell’Istituto fu subito considerata problema preminente e fondamentale per la Marina. In anni di assiduo lavoro gli edifici risorsero sulle loro rovine e le sistemazioni interne furono portate ad un livello tale da consentire un funzionamento dell’Istituto nettamente migliore di quello dell’anteguerra.

In considerazione del continuo aumento degli Allievi dei Corsi Normali ed in particolare di quelli dei Corsi di Complemento, i quali ultimi erano stati trasferiti dalla abituale sede di S. Leopoldo al fabbricato centrale, emerse la necessità di potenziare ulteriormente, sia le attrezzature logistiche per consentire il normale svolgimento delle pratiche quotidiane di vita in un ambiente sereno e confortevole, sia le attrezzature didattiche che dovevano essere portate ad un grado di efficienza tale da far fronte in ogni campo al continuo progresso scientifico.

Durante l’Anno Accademico 1963-64 furono pertanto iniziati i lavori per l’ammodernamento del fabbricato Allievi e per la costruzione di un nuovo Palazzo degli Studi.

I lavori al fabbricato Allievi hanno apportato sensibili miglioramenti alle attrezzature logistiche e hanno consentito la creazione di nuovi e ampi locali per le mense Allievi, le sale di ricreazione, i dormitori collettivi e le camerette-studio.

Il nuovo Palazzo degli Studi ha incominciato a funzionare dall’inizio dell’Anno Accademico 1966-67. In esso hanno trovato posto gli Uffici della Direzione Studi e tutti i gruppi di insegnamento con conseguente più razionale funzionalità e possibilità didattiche ad un livello tecnico più adeguato ai moderni sistemi di insegnamento. Ogni Gruppo di Insegnamento dispone di locali in proprio tutti raggruppati in determinati settori: laboratori, aule specialistiche, sale modelli e uffici. Sono state anche notevolmente potenziate le dotazioni di strumenti ed apparati scientifici e professionali dell’Istituto, e ciò in tutti i campi, ma con particolare riguardo all’elettronica, alla nautica e alle nuove armi di cui sono ora dotate le unità navali in servizio.

Anche gli impianti sportivi sono stati notevolmente potenziati nel periodo fra il 1967 ed il 1971; è, infatti, aumentato il numero dei campi sportivi all’aperto, mentre sono stati costruiti, in prossimità della Piscina, una nuova grande Palestra coperta ed il nuovo Poligono per armi portatili.

Dall’Anno Accademico 1968-69 l’Accademia Navale ospita gli Allievi del Corso per l’Accademia di Sanità Militare Interforze-Corpo Sanitaro M. M. che vengono inviati a Pisa a seguire i Corsi Universitari presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di quell’Ateneo e svolgono, nel contempo, gli insegnamenti militari presso l’Accademia Navale stessa.

Durante l’Anno Accademico 1973-74 è entrata in funzione la nuova Ala Sud del Palazzo Allievi che ospita le infrastrutture logistiche per la 3^ e la 4^ Classe (dormitori, segreterie, sale di ricreazione, aule, sale per conferenze).

Durante l’Anno Accademico 1974-75 è stata allestita la Galleria Cimeli, inaugurata dal Presidente della Repubblica On. Giovanni Leone il 6 aprile 1974, e sono stati assegnati ai Sottufficiali gli alloggi della nuova palazzina logistica, intitolata all M.O.V.M. 2°C° Pal. Alcide Pedretti.