L'ACCADEMIA NAVALE sino al 1976 

L'Accademia Navale è un Istituto militare con finalità di ordine morale, culturale e professionale. In essa ci si prepara, giorno per giorno, ad una vita di disciplina, di sobrietà, di subordinazione degli interessi personali a quelli del servizio, di devozione al dovere e di responsabilità. Questa austerità di vita, unitamente agli insegnamenti teorici ed alle istruzioni di carattere militare e marinaresco, che vengono accuratamente impartiti, opera su giovani che, ogni anno, attraverso severe selezioni, affluiscono in Accademia da ogni regione e da ogni ceto sociale del Paese, facendone degli uomini educati al culto della Patria e dell'onore, della rettitudine e della verità, preparati all'azione e provvisti di una fondamentale cultura tecnica e scientifica, tali da divenire, con l'esperienza che gli incarichi e la responsabilità di bordo e di terra affineranno, dei militari, dei marinai e dei gentiluomini, capaci di rappresentare e difendere ovunque con onore il nome d'Italia. Sono principi basilari dell'attività educativa e formativa dell'Accademia Navale. Sanità di corpo e di mente sono indispensabili per il perfetto assolvimento dei propri compiti poiché il miglior rendimento da ogni uomo si ottiene solo attraverso una disciplina ferma e al tempo stesso giusta e umana.
La serietà e l'elevatezza degli studi che si compiono in Accademia hanno altresì un'importanza ed un'efficacia preminenti ai fini che l'Istituto persegue per la formazione mentale e spirituale dei futuri Ufficiali di Marina abituandoli all'applicazione costante e severa ed all'impostazione ponderata dei problemi; indirizzandoli, attraverso l'insegnamento a carattere universitario delle discipline matematiche e scientifiche, alla precisione dei termini ed al rigore logico; orientandoli con l'esame critico degli avvenimenti storici all'apprezzamento delle situazioni e all'esaltazione dei valori umani.
L'opera dell'Accademia Navale si integra con le crociere di istruzione a bordo delle Navi Scuola durante le quali, oltre a perfezionare l'addestramento nel campo marinaresco, nautico e, in genere, professionale, si sviluppa e si consolida l'amore per il mare, che deve diventare in ognuno una necessità di vita, si acuisce l'entusiasmo per la carriera intrapresa, si allargano orizzonti e idee, e, a contatto con altri Paesi e genti straniere, si acquista maggior disinvoltura e sicurezza di sé e si impara a considerare con più matura riflessione i problemi della Nazione e della Marina. A testimonianza dei risultati raggiunti dal sistema educativo dell'Accademia Navale valgono, assai meglio di ogni altro argomento, i oltre 1.400 Ufficiali gloriosamente caduti nell'adempimento del loro dovere consacrando, con il sacrificio della loro vita, gli ideali ai quali erano stati educati. Il ricordo di tanti valorosi è legato, nell'animo dei loro compagni viventi, a quello dell'Accademia, ove, nella comunanza di vita e di ideali, erano stati tutti affratellati. Anche per questo l'Accademia Navale è cara al cuore di tutti gli Ufficiali e rappresenta il sacrario delle tradizioni e delle glorie della Marina.
La storia dell’Accademia Navale inizia a Livorno nel 1881. Essa sorse nella zona dei Lazzaretti di Sant'Jacopo e di San Leopoldo, dalla fusione delle due Scuole di Marina di Genova e di Napoli, ereditate dalla unificazione d'Italia, soprattutto per volontà di Benedetto Brin che, raccogliendo un proposta del Conte di Cavour, propugnò la creazione di un'unica Scuola per « l'educazione e l'istruzione dei giovani destinati a divenire Ufficiali della Marina da guerra ».

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L'ordinamento fu inizialmente quello di quattro anni, vigente nelle due scuole predette; nel 1882. Prima ancora del termine del 1° anno accademico, fu variato in cinque anni. Esso subì una sostanziale modifica nel 1894, anno in cui la durata dei corsi fu portata a tre anni e fu stabilito che il titolo di studio per l'ammissione dovesse essere il diploma di licenza liceale o di istituto tecnico. Questo ordinamento ebbe diciassette anni di vita, fino a che cioè nel 1911, la durata del Corso Normale fu di nuovo portata a quattro anni scolastici e fu stabilito che per l'ammissione i giovani avessero conseguito il titolo di studio di licenza tecnica inferiore o ginnasio inferiore. Dal 1913 anche gli Ufficiali Macchinisti furono preparati ed educati nella Accademia Navale. Successivamente, nel 1914, l'ordinamento ebbe un ritocco con il prolungamento della durata del Corso Normale a cinque anni.

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Nel 1920 si stabilì che il titolo di studio per l'ammissione fosse la licenza ginnasiale o il passaggio al secondo anno dell'istituto tecnico o nautico, mantenendo la durata del Corso Normale di cinque anni.
Dall'anno accademico 1923-24 all'anno accademico 1925-26, in seguito ad accordi intervenuti fra il Ministero della Marina e il Commissariato dell'Aeronautica, l'Accademia Navale ospitò l'Accademia Aeronautica di nuova creazione, destinata alla formazione dei futuri Ufficiali dello Stato Maggiore Generale dell'Aeronautica, ruolo naviganti. Nel 1926-27 l'Accademia Aeronautica si trasferì a Caserta; ma la prima classe, nei mesi estivi fino all'anno 1928, fu ospitata dall'Accademia Navale, per continuare un corso di istruzioni marinaresche.

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Nell'anno 1926, per effetto della legge che riordinava i corpi della Marina, fondendo gli Ufficiali del Genio Navale con quelli per la Direzione delle Macchine nell'unico Corpo del Genio Navale, cessarono le ammissioni degli allievi Ufficiali per la Direzione delle Macchine; dal 1928 sono incominciate le ammissioni di allievi del Genio Navale.
Nello stesso anno 1926 iniziarono altresì le ammissioni per gli allievi del nuovo Corpo delle Armi Navali, che furono sospese nel 1935 per ricominciare nell'anno 1940.
Nel 1929, dopo un periodo di diciotto anni, durante i quali l'ordinamento aveva subito vari ritocchi, ma era rimasto sostanzialmente quello dell'ammissione dalle scuole medie con cinque anni di permanenza in Accademia, fu ripristinato l'ordinamento del 1894; e cioè: Corso Normale della durata di tre anni; titolo di studio necessario per l'ammissione agli esami di concorso, la maturità classica o scientifica, e per i soli allievi Ufficiali di Stato Maggiore la licenza degli Istituti Tecnici. Fu contemporaneamente stabilito che l'ammissione avvenisse attraverso un tirocinio preliminare della durata di circa due mesi, durante il quale i giovani concorrenti, idonei alla visita medica, attraverso esercitazioni militari, marinaresche e sportive euscite in mare con unità della Marina, prendevano i primi contatti con quella che sarebbe stata la loro futura vita d'Accademia e nello stesso tempo integravano la loro preparazione con lezioni teoriche nelle materie e nei programmi richiesti per il concorso.

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Con queste ordinamento, dopo il corso triennale di studi seguito in Accademia, gli Allievi venivano nominati Aspiranti e, dopo un periodo di imbarco a bordo delle navi, erano successivamente promossi Guardiamarina o Sottotenenti del Genio Navale o delle Armi Navali.

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Con la prima classe dell'anno accademico 1947-48 è andato in vigore un nuovo ordinamento che, pur rimanendo nelle sue linee fondamentali simile al precedente, ha portato la durata del Corso Normale a quattro anni di cui gli ultimi due con il grado di Aspirante.
Dall'anno accademico 1963-64, in esito alle modifiche apportate allo Statuto dell'Istituto, l'ultimo anno del Corso Normale viene effettuato con il grado Guardiamarina o Guardiamarina (GN) o Guardiamarina (AN).
Il nuovo ordinamento rende possibile una migliore dosatura degli studi, specialmente professionali, ed una più armonica distribuzione nel tempo. E' inoltre possibile dare un maggiore sviluppo alle esercitazioni didattiche e di laboratorio ed a quelle militari, professionali, marinaresche esportive.
I primi tre anni accademici sono equiparati, per gli Allievi di tutti i Corpi, al biennio propedeutico e al primo anno di applicazione (terzo anno) dell'Università, facoltà di Ingegneria.
Dopo l'uscita dall'Accademia, i giovani seguono un secondo periodo di studi che, per gli Ufficiali del Genio Navale e delle Armi Navali, consiste negli ultimi due anni di applicazione presso una Università, ove conseguono rispettivamente la laurea in ingegneria navale e meccanica ed in ingegneria elettronica, elettrotecnica, meccanica, aeronautica e chimica, mentre per gli Ufficiali di Stato Maggiore, è costituito dal Corso Superiore e dal Corso di Specializzazione.
Quanto detto in merito alla equiparazione universitaria degli studi seguiti in Accademia e quanto si riferisce agli studi successivamente svolti sia presso le Università che in Accademia, era già in vigore con il precedente ordinamento (1929).
Le successive evoluzioni dell'ordinamento dell'Accademia sono riassunte nel seguente prospetto:

 

Note

      1. O passaggio al 2' anno dell'Istituto Nautico o Tecnico.
      2. O per lo S.M., abilitazione tecnica fino al 1945 e dal 1961 al 1969; dal 1946 al 1960 solo abilitazione nautica sezione Capitani.

Nel luglio 1943 l'Accademia dovette abbandonare, a causa dei bombardamenti, la sede di Livorno e come località di decentramento fu prescelta Venezia, che offriva buone sistemazioni nei locali e alberghi del Lido. Ma la permanenza non fu lunga in quel luogo. In seguito agli avvenimenti conseguenti l'armistizio il mattino del 9 settembre gli allievi e tutto il personale dell'Accademia venivano imbarcati sulla M/n. « Saturnia » ed il 12 mattina giungevano a Brindisi, ove si installavano nell'edificio del Collegio Navale.
L'Accademia Navale restò a Brindisi negli anni dal 1943 al 1946, ospitando, ancora una volta, negli anni accademici 1943-44 e 1944-45 l'Accademia Aeronautica.
Il 5 luglio del 1946, esattamente dopo tre anni di assenza, ritornava nella sua sede di Livorno, cara a tante generazioni di Ufficiali.
Tutti questi gravi avvenimenti, se pur non avevano intaccato quell'insieme di forze morali che sono l'essenza stessa dell'Accademia, avevano lasciato le loro dolorose tracce negli impianti dell'Istituto.
Molti edifici furono ritrovati distrutti o parzialmente danneggiati ed anche quelli che erano sfuggiti a questa sorte erano privi di qualsiasi arredo. Particolarmente grave era stata la perdita completa dell'attrezzatura didattica, specialmente quella dei gabinetti e laboratori scientifici.
La ricostruzione dell'Istituto fu subito considerata problema preminente e fondamentale per la Marina. In anni di assiduo lavoro gli edifici risorsero sulle loro rovine e le sistemazioni interne furono portate ad un livello tale da consentire un funzionamento dell'Istituto nettamente migliore di quello dell'anteguerra.
In considerazione del continuo aumento degli Allievi dei Corsi Normali ed in particolare di quelli dei Corsi di Complemento, i quali ultimi erano stati trasferiti dalla abituale sede di S. Leopoldo al fabbricato centrale, emerse la necessità di potenziare ulteriormente, sia le attrezzature logistiche per consentire il normale svolgimento delle pratiche quotidiane di vita in un ambiente sereno e confortevole, sia le attrezzature didattiche che dovevano essere portate ad un grado di efficienza tale da far fronte in ogni campo al continuo progresso scientifico.
Durante l'Anno Accademico 1963-64 furono pertanto iniziati i lavori per l'ammodernamento del fabbricato Allievi e per la costruzione di un nuovo Palazzo degli Studi.
I lavori al fabbricato Allievi hanno apportato sensibili miglioramenti alle attrezzature logistiche e hanno consentito la creazione di nuovi eampi locali per le mense Allievi, le sale di ricreazione, i dormitori collettivi e le camerette-studio.
Il nuovo Palazzo degli Studi ha incominciato a funzionare dall'inizio dell'Anno Accademico 1966-67. In esso hanno trovato posto gli Uffici della Direzione Studi e tutti i gruppi di insegnamento con conseguente più razionale funzionalità e possibilità didattiche ad un livello tecnico più adeguato ai moderni sistemi di insegnamento. Ogni Gruppo di Insegnamento dispone di locali in proprio tutti raggruppati in determinati settori: laboratori, aule specialistiche, sale modelli e uffici. Sono state anche notevolmente potenziate le dotazioni di strumenti edapparati scientifici e professionali dell'Istituto, e ciò in tutti i campi, ma con particolare riguardo all'elettronica, alla nautica e alle nuove armi di cui sono ora dotate le unità navali in servizio.

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Anche gli impianti sportivi sono stati notevolmente potenziati nel periodo fra il 1967 ed il 1971; è, infatti, aumentato il numero dei campi sportivi all'aperto, mentre sono stati costruiti, in prossimità della Piscina, una nuova grande Palestra coperta ed il nuovo Poligono per armi portatili.

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Dall'Anno Accademico 1968-69 l'Accademia Navale ospita gli Allievi del Corso per l'Accademia di Sanità Militare Interforze-Corpo Sanitaro M. M. che vengono inviati a Pisa a seguire i Corsi Universitari presso la Facoltà di Medicina eChirurgia di quell'Ateneo e svolgono, nel contempo, gli insegnamenti militari presso l'Accademia Navale stessa.

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Durante l'Anno Accademico 1973-74 è entrata in funzione la nuova Ala Sud del Palazzo Allievi che ospita le infrastrutture logistiche per la 3^ e la 4^ Classe (dormitori, segreterie, sale di ricreazione, aule, sale per conferenze).

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Durante l'Anno Accademico 1974-75 è stata allestita la Galleria Cimeli, inaugurata dal Presidente della Repubblica On. Giovanni Leone il 6 aprile 1974, e sono stati assegnati ai Sottufficiali gli alloggi della nuova palazzina logistica, intitolata all M.O.V.M. 2°C° Pal. Alcide Pedretti.

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I nomi dei Corsi

Fino al 1931 ai corsi veniva imposto il nome dell’Allievo primo in classifica all’uscita dell’Accademia. Dal corso del 1931/34 iniziò la scelta durante la campagna navale (ad eccezione del corso 1934/37 che non scelse nessun nome).

Nel 1950 non uscì nessun corso a causa della modifica dell’ordinamento che porto gli anni accademici da 3 a 4 anni. Nel 2000 non è uscito nessun corso perché gli anni accademici sono passati da 4 a 5 anni

 

Periodo

Nome del Corso

Motivo della scelta del nome

1931 – 1934

Altair

Nome scelto perché stella più luminosa della costellazione dell’Aquila. Il nome Altair deriva dall’arabo Al-tair (aquila volante). L’uso del nome del corso fu proibito dal comando.

1932 – 1935

Gabbieri

Nome scelto dal TV Giovannini poiché “gabbiere” era un marinaio esperto nel maneggio delle vele.

1933 – 1936

Fiocine

Nome scelto dallo scrittore Guido Milanesi su richiesta degli allievi.

1934 – 1937

Non hanno scelto alcun nome

Non hanno scelto alcun nome

1935 – 1938

Pirati

Inizialmente non fu scelto alcun nome ma quando la stampa anti-italiana definì “pirati” gli Allievi ed i Marinai, a seguito di scontri che ebbero nel porto di Tunisi il 20 settembre del 1937 con gruppi antagonisti della Lega dei Diritti dell’uomo, presero tale nome.

1936 – 1939

Rostri

Fu scelto quale nome simbolico ed ideale di slancio ed eroismo così come i romani, nella massima espansione della loro potenza marittima, abbordavano con impeto le navi nemiche impiegando i “rostri”.

1937 – 1940

Alcione

Il nome, scelto per il suo valore simbolico e perchè le poesie del D'Annunzio sul mare si trovano per l'appunto nell'Alcione (il terzo libro delle Laudi), fu lanciato dalla commissione del Mak π

1938 – 1941

Uragano

II nome, scelto ad unanimità, si deve al fatto che vi fu un uragano proprio l'ultimo giorno della prima campagna estiva del corso, ma esso contiene anche un valore simbolico, in quanto i membri del corso, proprio come l'uragano, sono « nati a percuotere l'onda »

1939 – 1942

Giobbe

Dal nome dell'Ufficiale alla classe, Capitano di Corvetta Giorgio Giobbe, il quale, alla fine del primo trimestre dell'anno 1940-41, andò volontario nei mezzi d'assalto, dove morì eroicamente il 26 luglio 1941. Il nome del Corso non era stato scelto, com'è abitudine, alla fine del primo anno, sia a causa dei pareri diversi dei membri del Corso, sia perchè la guerra non aveva permesso agli allievi di effettuare la crociera nell'estate del 1940. Il Corso Giobbe è il solo che si sia intitolato ad un Ufficiale.

1940 – 1943

Squali

I membri del corso si chiamarono squali perchè tutti indistintamente aspiravano ad essere destinati sui sommergibili

1941 – 1944

Raffiche

Il nome fu scelto perchè, durante la prima crociera (estate 1942), improvvise raffiche di vento costrinsero le Navi Scuola Vespucci e Colombo, che stavano all'ancora nella rada di Lussimpiccolo, a fare numerosi posti di manovra. Ma il nome ha anche valore simbolico, come risulta dal seguente brano del libro del Mak π: « siano essi (i membri del corso) come il vento: forti da non avere ostacoli; la loro vita sia sul mare e del mare divengano fratelli ».

1942 – 1945

Argonauti

Il nome fu scelto perchè subito dopo L'8 settembre 1943 il Corso dovette andare da Venezia a Brindisi via mare. Sembrò pertanto ai membri del Corso che la loro non facile impresa si potesse in qualche modo paragonare a quella degli Argonauti dell'antichità.

1943 – 1946

Vedette

Il nome fu scelto perchè, in quegli anni così difficili (1943-1946), esso parve un simbolo di fiducia nell'avvenire della Marina, in quanto la vedetta, appunto perchè vede lontano, scorge prima ancora degli altri l'alba nuova.

1944 – 1947

Prore

Il nome fu scelto per il suo valore simbolico. Infatti la prora è la parte più bella della nave, quella che solca il mare.

1945 – 1948

Narvali

Il motivo che determinò la scelta del nome fu antagonismo nei confronti del corso precedente. Il caratteristico dente canino sporgente in avanti nel capo del narvalo

1946 – 1949

Atlantici

Il nome deve la sua origine al fatto che il corso fu il primo, dopo la seconda guerra mondiale, ad uscire nell'Oceano Atlantico.

1947 – 1951

Sagittario

Il nome fu scelto per perpetuare il ricordo delle eroiche imprese della Torpediniera Sagittario nel Mare Egeo (1941)

1948 – 1952

Albatros

Preferito ad altri tre nomi proposti perché l'albatros è un uccello marino che vola sempre sicuro.

1949 – 1953

Alisei

Fu scelto tale nome perchè, durante la prima crociera del Corso, nell'estate del 1950, la Nave Scuola Vespucci, spinta dagli alisei, effettuò il tratto Casablanca-Ponta Delgada (Is. Sào Miguel) in soli sette giorni anzichè nei dodici previsti

1950 – 1954

Oceanici

Scelto perchè gli allievi del corso, nella prima crociera (1951), andarono negli Stati Uniti d'America, attraversando così l'Oceano Atlantico.

1951 – 1955

Australi

La scelta del nome si deve al fatto che nella loro prima crociera i componenti del corso andarono nell'America meridionale (emisfero australe).

1952 – 1956

Grecali

. La scelta del nome si deve ai fatto che durante la prima crociera del Corso (1953) tirava spesso e volentieri il vento grecale.

1953 – 1957

Vichinghi

Avendo toccato nella loro prima crociera estiva il porto di Oslo, i membri del corso assunsero il nome di vikinghi, famosi navigatori norvegesi

1954 - 1958

Draghi

Vari furono i motivi che determinarono la scelta del nome. Infatti, gli allievi di questo Corso attraversarono, durante la loro prima crociera, il canale di San Giorgio. Essi inoltre notarono che il drago ricorreva assai frequentemente in Norvegia come motivo decorativo, sia sulle navi vichinghe disegnate nei musei, sia nella Starkirche, vicina a Bergen. Ma il motivo principale pare sia stato di ordine soggettivo. I pivoli, infatti, avevano appreso che i vichinghi antichi avevano paura dei draghi. Fregiandosi pertanto del nome di draghi, essi si sarebbero costituiti superiori ai loro compagni e rivali del Corso precedente, i quali per l'appunto si erano fatti chiamare Vichinghi. Tuttavia, prima di lasciare la Norvegia, i draghi » comprarono una bella riproduzione in argento d'una nave vichinga che offrirono in dono al Corso rivale

1955 – 1959

Sparvieri

Il nome, proposto perchè anticamente i corsari si chiamavano « gli sparvieri del mare », ottenne la maggioranza dei voti, perchè i suoi sostenitori più accaniti l'inserirono abilmente in un inno da loro composto per essere l'inno del corso e che fu diffuso prima della votazione stessa.

1956 – 1960

Cicloni

La scelta del nome si deve al ciclone che causò l'affondamento della Nave Scuola tedesca Pamir nel Settembre 1957 e che per poco non investì anche il Vespucci

1957 – 1961

Strali

La scelta del nome si deve al suo valore simbolico. Infatti, nello stemma ideato dai membri del Corso figurano sei frecce (le nazionalità)

1958 – 1962

Samurai

I componenti del corso scelsero tale nome, come essi stessi nel loro giornale di bordo (L'Imbrogliaccio ») dichiarano, perchè il Samurai, che era per l'antico Giappone quello che per l'Europa era il cavaliere errante, essendo guerriero per eccellenza e riunendo in se le doti di forza, coraggio, fedeltà e lealtà, è per loro insieme simbolo e ideale

1959 – 1963

Olimpici

Il nome ricorda il fatto che agli allievi del corso toccò l'onore insigne di portare da Atene a Siracusa, a bordo della Nave Scuola A. Vespucci, la fiaccola che aprì la XVII celebrazione dei giochi olimpici, tenutosi nel 1960, e per la prima volta, in Italia.

1960 – 1964

Marosi

I componenti desideravano un nome che desse un senso di vigore e di possanza. E parve loro che a questa esigenza rispondesse bene il nome di marosi, giustificato anche dal fatto che, durante la prima crociera, e precisamente nel Golfo di Biscaglia, poderosi cavalloni avevano sballottato di qua e di là il Vespucci sino a fargli raggiungere oscillazioni di 34°

1961 – 1965

Corsari

I componenti del corso si chiamarono corsari perchè videro in questo nome un ideale a cui tendere, quello di audaci navigatori e di combattenti quasi invincibili. A deciderli nella loro scelta, poi contribuì anche una causa occasionale: il contatto avuto a Dartmouth con il Corsaro II, assieme al quale parteciparono vittoriosamente a importanti regate internazionali.

1962 – 1966

Folgori

Mentre, durante il pranzo di mezza campagna sul Vespucci nel mare dei Caraibi, il Comandante della Nave, C.V. Corrado Dequal, pronunziava nel brindisi finale le parole: « Questo corso... », improvvisamente scoppiò una folgore. La coincidenza piacque ai componenti del corso che decisero di chiamarsi « i folgori »

1963 – 1967

Dragoni

Poichè, a causa dei giochi olimpici che nel 1964 si tennero nel Giappone, la prima crociera del corso si svolse in Estremo Oriente, gli allievi vollero scegliere un nome che traesse spunto dai paesi toccati. Ora, secondo il calendario cinese, l'anno 1964 era l'anno del dragone, considerato in Oriente divinità del bene e della fecondità. E, per l'appunto, notarono che a Bangkok, Tokio, Nagasaki, Hong Kong, Penang e in altri porti si celebravano feste a tale divinità e che se ne vedevano dappertutto simboli e richiami. Sulla scelta del nome influì anche il fatto che Hong Kong, che fu una delle tappe più attese di tutta la crociera, si compone di due agglomerati urbani, uno dei quali si chiama KOW LOON, pronunzia cantonese di Chioulung e che significa « i nove draghi ».

1964 – 1968

Kon Tiki

II motivo della scelta del nome fu anzitutto ideale. Infatti, chiamandosi Kon-tiki, i componenti del Corso si proponevano di imitare le qualità marinaresche di quel pugno di uomini che, con la loro tenacia e il loro coraggio, attraversarono su di una fragile zattera l'Oceano Pacifico. Influì, inoltre, anche un motivo di natura contingente. Avendo toccato nella loro prima crociera diversi porti delle fredde terre del Nord, pensavano di aver portato a quelle terre, col loro arrivo, un po' di sole e di essere pertanto veri « figli del sole », tale essendo appunto il significato di « Kon-tiki » in lingua polinesiana

1965 – 1969

Grifoni

Il nome fu scelto all'unanimità, sia perchè molti grossi avvoltoi o grifoni furono visti durante la prima crociera, che si svolse in parte lungo le coste dell'Africa, sia perchè il grifone, nel suo aspetto mitologico, rappresenta la sintesi delle qualità necessarie ad un uomo di mare: la fierezza e la forza del leone, la combattività e la vigilanza dell'aquila, l'astuzia e la prudenza del serpente

1966 – 1970

Furie

 

1967 – 1971

Antares

 

1968 – 1972

Alfa Tau

 

1969 – 1973

Llevantades

 

1970 – 1974

Lupi Grigi

 

1971 – 1975

Seeadler

 

1972 – 1976

Odissea

Nome scelto per stigmatizzare tutta una serie di eventi “a sorpresa”. L’Amerigo Vespucci non era disponibile a causa del protrarsi dei lavori di manutenzione,così fu programmata una crociera con itinerari differenti, i membri del corso furono impegnati a rotazione su quattro “navi di squadra”: Etna, Doria, Impavido e Carabiniere, 
Di queste quattro navi, l’Etna fu un po’ la “nave madre”, quella che li accomunò, dove si formò lo spirito del Corso durante una crociera piena di imprevisti.

1973 – 1977

Tempeste

 

1974 – 1978

Eleutheros

 

1975 – 1979

Vespucci

In occasione della Campagna addestrativa condotta in nord America, gli allievi parteciparono alla famosa regata “Old Star” che vide partecipare tutti i più antichi velieri del mondo. Da qui nacque l’idea di onorare il nome della Nave Scuola Italiana, dando il suo nome a quello del Corso.

1976 – 1980

Invicti

 

1977 – 1981

Saoren

 

1978 – 1982

Sjo Hokar

 

1979 – 1983

Athanatos

La parola “Athanatos” vuol dire “Immortali”. Dopo due nomi di origine “nordica”, attribuiti ai due corsi precedenti, si è voluto dare un nome di origine latina.

1980 – 1984

Maestrale

 

1981 – 1985

SinnFein – On –Jske

Durante una sosta a Dublino i frequentatori si sono innamorati di questo termine che deriva dalla lingua Gaelica. Il termine vuol dire “da soli (unici) sul mare”. Il nome fu attribuito durante la Campagna addestrativa condotta su nave Vespucci.

1982 – 1986

WellenReiter

Significato: “Cavalieri delle Onde”

Durante la Crociera condotta a bordo della Nave Scuola Vespucci, incontrarono costantemente mare grosso.

1983 – 1987

Thalatnikos

Il nome THALATNIKOS ha la pretesa di essere un neologismo greco dal significato: vincenti sul mare.

1984 – 1988

Pegaso

 

1985 – 1989

Audace

 

1986 – 1990

Simun

 

1987 – 1991

Indomiti

Il motto è ”Nemo nos impune lacessit”.

1988 – 1992

Naumakos

 

1989 – 1993

Arditi

La mano dell’Ardito – così come stilizzato nel logo del Corso - brandeggia la spada in nome degli stessi valori e ideali per i quali si sono sempre battuti i predecessori, Ufficiali, “uomini di mare” che hanno dato la propria vita per la Patria, la nostra Italia, e la “salvaguardia delle libere istituzioni”. La rotta dell’Ardito, che con l’altra mano domina il mare, è costantemente illuminata dalla “stella” di questi ideali che, benevola, lo accompagna anche nel logo del Corso.

1990 – 1994

Nemesis

Nemesis (Νέμεσις) è al tempo stesso:

  • una figura della mitologia greca, figlia della Notte e dell'Erebo;
  • la teorizzata stella binaria gemella del Sole;
  • la "giustizia compensatrice" o "giustizia storica".


Per quanto riguarda il primo significato Nemesis era divinità ed astrazione allo stesso tempo. Personificava la vendetta degli dei e la punizione per ogni cattiva azione. Veniva onorata nel santuario di Ramnunte nell'Attica.
La mitologia narra che Zeus si fosse innamorato di lei, ma che Nemesi rifiutasse i suoi favori. Per sfuggirgli si trasformò in una oca selvatica. A sua volta, Zeus si trasformò in un cigno e la raggiunse a Ramnunte. Lì Nemesi depose un uovo, che abbandonò subito. Un pastore lo scoprì e lo portò a Leda regina di Sparta. La donna lo tenne al caldo (altre versioni indicano che lo mise in un cofanetto) e da quell'uovo nacque la bella Elena.
Viene raffigurata con caratteristiche simile ad Afrodite ed a Temi.
Come astrazione è citata per la prima volta da Esiodo (Le opere e i giorni, 200): Nemesi (lo sdegno divino), insieme ad Aidos (la vergogna personale) è l'ultima ad abbandonare la stirpe di ferro (l'ultima stirpe degli uomini, la più violenta e corrotta) e la lascia così nel completo dominio del male.

1991 – 1995

Daimonos

La parola “Daimonos” in questo caso non è da intendersi come “Demoni”, ma al contrario, come veniva intesa dagli antichi Greci, come coscienza, come etica e come segno dei valori morali che devono illuminare tutti gli Ufficiali appartenenti al corso.

1992 – 1996

Leviathan

Il motto è “In corpore vis in pectore virus” che significa: nel corpo la forza, nel cuore la virtù.

1993 – 1997

Impavidi

Il motto è “sine metu omnia aude”.

1994 – 1998

Alba Grigia

 

1995 – 1999

Intrepidi

 

1996 – 2001

Genesis

 

1997 – 2002

Apocalisse

"Dies Irae Dies Illa" (un giorno d'ira quel giorno)

Motivo: Dal Libro dell'Apocalisse l'inferno portato in terra, unione d'ira e fuoco, nell'impersonificazione della figura del drago.

1998 – 2003

Poseidon

 

1999 – 2004

Deimos

Corso Deimos (terrore).

Gli allievi del corso hanno scelto questo nome in quanto il loro Comandante, Gattia era appartenente al Corso Ares.

Ares, dio della guerra, era il padre di Deimos, mentre la madre era Afrodite, Dea della Bellezza.

Deimos quindi, coniugava l’istinto bellico e la bellezza.

2000 – 2005

Teseo

 

2001 – 2006

Scorpius

Il nome trae origine dalla costellazione dello Scorpione, che ha dominato la volta stellata per tutta l’intera campagna d’istruzione in 1^ Classe in Pacifico.

Il motto del Corso è “non omnis moriar” tradotto letteralmente significa “non tutto di noi morirà”: rappresenta l’impegno a preservare la coesione del Corso ed a coltivare quegli ideali e quelle tradizioni che non possono essere intaccati nemmeno dal trascorrere inesorabile del tempo.

2002 – 2007

Fenice

Fenice, Creatura leggendaria la cui caratterizzazione mitografica risalirebbe al mondo orientale.
Secondo la tradizione, ogni 500 anni, la Fenice si sarebbe fatta ardere dal fuoco per rinascere dal proprie ceneri con fulgido splendore.
Nella mitologia dell'antico egitto, essa era un'incarnazione del Dio Ra e simboleggiava il Sole, che "muore" di notte e "rinasce" al mattino.
Il Cristianesimo sin dalle origini, adottò la Fenice come simbolo della "resurrezione" e della "vita eterna".
Il significato fatto proprio dal Corso è:

"Come La Fenice risorge dalle sue ceneri, così Noi risorgiamo e ci rafforziamo da ogni difficoltà!"

Concetto esplicito anche nel Motto:

"Si Vere Vis, Nihil Obest" (Se veramente vuoi, nulla ti è impossibile).

2003 – 2008

Impetuosi

Il nome è stato scelto per testimoniare lo spirito vittorioso del Corso, compatto nell’affrontare con ardore  e passione le difficoltà, rafforzandosi nelle motivazioni professionali e nello spirito di appartenenza.

2004 – 2009

Asgard

Il nome è stato scelto per rappresentare la devozione e l’attaccamento di ciascun Aspirante al Corso; è il drago che testimonia l’onore e il coraggio con cui ognuno difende i valori e le tradizioni che si celano dietro il vessillo del Corso, sottolineando lo spirito di corpo e di appartenenza alla Forza Armata.

2005 – 2010

Mirmidoni

I mirmidoni, popolo greco dell'isola di Egina in Tessaglia, furono i più temibili e valorosi guerrieri achei nell' assedio di Troia. Peleo padre di Achille affidò a suo figlio il compito di guidarli nella lotta ad Ilio, in quanto solo il Pelide , tra gli eroi ellenici, era degno di essere il loro duce. Il termine "mirmidone"  in greco arcaico assume, inoltre, l'accezione di "formica", infatti, secondo una leggenda riferita da Esiodo (Opere e Giorni), il popolo dei mirmidoni trae le sue origini da formiche che gli dei trasformarono in uomini per la loro operosità. L' unione di questi due aspetti ( il valore e la laboriosità) ben sintetizza lo spirito che connota il corso e che ha indotto la scelta di siffatto nome.

2006 – 2011

Caesar

Il corso si ispira alla figura di Caio Giulio Cesare, brillante generale romano, perfetto esempio di governo del personale e di arte del comando che iniziò la sua carriera come ufficiale inferiore della galea "accipiter" e che si distinse per inventiva, carisma e per uno stile di comando improntato all'esaltazione della forma e dell'esempio con un concetto guida ideale per il neo-nato corso: "unire e non dividere" per raggiungere vittoriosi e compatti ogni singolo traguardo. Rappresenta inoltre, il condottiero le cui azioni per mare e per terra, con il costante appoggio del suo popolo assicurarono a Roma il completo controllo del bacino mediterraneo e l'esercizio del primo, perfetto ed unico "sea control" storicamente riconosciuto. Ubi non vis animus pervenit”.

2007 – 2012

Ares

Ares dio della guerra è stat scelto per impersonificare incondizionatamente la forza, l’audacia, l’estrema volontà che animano ogni uomo e donna nel difendere i propri ideali e la patria.il motto “Gloria virtutem tamquam umbra sequitur” sprona ognuno alle sacre virtù portatrici della vera ricompensa, la gloria nel servire la patria.

Il corso si è ispirato alla cultura classica in segno di riconoscimento alle virtù e alle qualità positive che ha trasmesse unendo molti popoli nel corso della storia. Virtù e qualità che continuano, ad oggi, a permeare la nostra società.

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